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lunedì 8 agosto 2011

E anche BOLIVIA c'è!

Hola!! Un bienvenido grande grande GRANDE dal gruppo Bolivia!!!!!!!!!!

Finalmente operativi!!!!!!!! O..PIERA..TIVI!!! ebbene si…VALE proprio la pena di raccontare……

dunque….siamo partiti in 6…pieni e strapieni di voglia di fare ma siamo poi stati divisi in 3 gruppi da 2 e quindi vi racconto quella che e’la mia esperienza!!!

I primi giorni di lavoro intenso sono stati dedicati interamente ai bambini del collegio Antonio dias di Cochabamba e all’apoyo escolar della hermana Bruna!!! Interessante vedere come la realta’ scolastica boliviana sia diversissima dalla nostra!!! Dunque, ci credete che durante la lezione i cani entrano ed escono dall’aula???ebbene CREDETECI!!! I bambini sono fantistici…cioe’..quando dico fantastici intendo dire FANTASTICI!!!! Pur non sapendo (io) parlare spagnolo loro fanno di tutto per fartelo capire!!! Molti hanno difficolta’ di apprendimento, hanno un solo genitore o deficitano di affetto ma hanno un cuore GRANDE COSI’!!! smezzano la loro merenda con te, ti comprano cio’ che possono, ti abbracciano a gruppi di 10 alla volta, ti regalano sorrisi radiosissimi, ti fanno sentire importante e ti trasmettono affetto e gioia..quella vera, profonda..che sentí crescere giorno dopo giorno nel profondo del tuo cuore!!!!!

Oggi ho avuto modo di vedere una piccola bimba che aveva il camice di scuola sporchissimo di macchie marroni e aloni dappertutto..ma proprio DAPPERTUTTO!!! eppure prima di mangiare la sua merenda se l’e’ tolto con tanta cura! Come mai ho pensato? non deve toglierlo!!! E’ la sua divisa..deve tenerlo, tutti ce l’hanno!!!! Sapete cosa mi ha risposto quando le ho chiesto il perche’?? Mi ha risposto, “e..e..l’ho tolto per non sporcarlo con la merenda”….che piccola…ho sentito un brivido di tenerezza indescrivibile!!!!! Loro non fanno finta di volerti bene…te ne vogliono E BASTA e questa e’una delle cose piu’belle e grandi del mondo!!!! Per ora e’tutto..un grande abbraccio…
Hasta Luego..ALEssandro

Fratel Biagio



Giovedì scorso abbiamo incontrato Fratel Biagio, fondatore della “Missione di Speranza e Carità”.


Quest'esperienza mi ha colpito profondamente.
Premetto che nella mia vita non ho mai avuto incontri di questo genere.
Ho sempre vissuto una vita “agiata". Dalla vita ho avuto tutto e non mi è mai mancato nulla.
Fratel Biagio era un ragazzo nelle nostre stesse condizioni.
Infatti anche lui, come me e tanti miei coetanei, pensava a uscire e divertirsi oppure ad essere vestito alla moda. Eppure un giorno la sua vita è cambiata. Ha sentito la chiamata del Signore e ha iniziato la sua attività. La cosa che mi ha impressionato di più è stata la gioia di vivere trasmessa da Fratel Biagio. Egli aveva tutto, ma vi ha rinunciato per seguire la sua "vocazione".
Dopo alcuni anni vissuti da eremita, ha vissuto a stretto contatto con i senza fissa dimora.
Successivamente, senza l'aiuto di nessuna istituzione ma con l'appoggio di molta “gente comune” e di persone che aveva aiutato, ha trasformato prima il  vecchio disinfettatoio della città di Palermo e poi una caserma abbandonata in due centri d'accoglienza per le persone più bisognose e emarginate, sia italiane che straniere.
Oggi tutte queste persone, grazie al suo aiuto, hanno un letto dove dormire e un pasto caldo. A tanti di loro viene inoltre offerta l'opportunità di apprendere le tecniche di alcuni mestieri manuali, come il panettiere, il falegname, il saldatore, il sarto, in modo da facilitarne un loro futuro inserimento lavorativo.



                Lorenzo

Episodio F (tranne Giorgio)

Ci accorgiamo solo oggi dell`esistenza di un cantiere parallelo al nostro…quello di Giorgio! Sara` l`inizio di una nuova fine? Irene commenta l`ultima frase scritta dicendo: “Perche`?” Potremmo rispondere alla domanda di Irene con uno scontato “Perche` no?” ma non lo faremo...ci basta farvi notare che la seconda frase di questo post non c`entra nulla con la prima.

Bene, ecco l`elenco delle situazioni in cui ci siamo accorti (non sempre dall`inizio) dell`assenza di Giorgio:

- gita sul Danubio (prendiamo tutti la stessa barca per l’escursione...tranne Giorgio che sale sulla seconda insieme ad alcuni bulgari conosciuti poco prima. Il radiatore della stessa pero` decide di esplodere...tra l`altro spalmandogli un misto di acqua ed olio caldi sulla schiena...e quindi, ignari, facciamo il bagno e la merenda senza di lui)

- salita al campanile della chiesa di Malchika (ci arrampichiamo tutti sulle ripidissime ed a tratti disconnesse scale che arrivano fino in cima. Rimaniamo a vedere il tramonto tutti insieme e facciamo anche la foto...ma...no! Giorgio non c`e`! E` rimasto giu`! Vabbe`! Tranne Giorgio...c`eravamo tutti!)

- gita a Tarnovo (siamo tutti sul pulmino...tranne Giorgio che e` sull`auto che ci segue in compagnia di alcuni nostri amici bulgari)

- torretta di Tarnovo (saliamo su una delle torrette della fortezza in cui abitava il re durante il secondo regno bulgaro: una volta in cima facciamo anche la foto. Ci siamo proprio tutti!...tranne Giorgio che ha deciso di non salire...)

- cena a Tarnovo (parte una delle tante discussioni: ci siamo tutti...tranne Giorgio che e` in bagno)

- pranzo con i bambini di Zgalevo (ci riroviamo tutti nel salone polifunzionale che usiamo anche come mensa. Ci ritroviamo tutti...proprio tutti...ma tutti tutti...tranne Giorgio che sta mangiando in compagnia di padre Remo visto che dovra` salire sul pulmino che riportera` i bambini a Zgalevo e necessita di finire velocemente il pasto)

Osservate le foto seguenti e cercate di comprendere la dualita` che le unisce. Cercate anche di individuare quali si riferiscono al secondo cantiere e quali no...



Tutti... tranne Giorgio


...Giorgio

Torretta di Tarnovo - tutti... tranne Giorgio


Torretta di Tarnovo - nessuno...tranne Giorgio


Campanile di Malchika - tutti...tranne Giorgio


Giorgio... si accettano ipotesi sulla situazione


Figurina Giorgio Ciccioli - album calciatori Panini 2011-12

P.S.: tra l`altro Giorgio, mangiando insieme a padre Remo, gli ha rubato anche la pizza...

i bulgari

La vita é una: sfondala!!!



Così disse Igor al termine della terza giornata di Summer School, tra un sorso di un fantastico menta e limone cocktail e una fumata di narghilé. Una serata che doveva essere all’insegna di puro divertimento si è trasformata in un mare di riflessioni. Ci siamo interrogati sulle motivazioni che ci hanno spinto a partire per una meta non proprio turistica (la città di Zarqa), con compagni di viaggio dei quali conoscevamo solo il nome o poco più, sapendo di dover dormire nel sacco a pelo e rinunciando del tutto o in parte alle tanto sospirate vacanze estive. Certo l’esperienza della Summer School con gli adolescenti é bellissima: balli, canti, teatro, lavori manuali, corso di italiano sono divertentissimi ma tutto ciò comporta anche un po’ di fatica a partire dal caldo alla sveglia presto, dal trovare ogni giorno nuovi giochi o nuovi balli al cercare di farci comprendere quando anche l’inglese non basta. Quindi perché siamo partiti?
Perché partire è viaggio e avventura e perché le crociere sono noiose .
Perché siamo giovani e pieni di energia e non ci sarebbe momento migliore per farlo.
Perché in fondo le cose che non conosciamo sono quelle che suscitano in noi maggiore curiosità e ci caricano di maggiore entusiasmo.
Perché mettersi in gioco comporta un rischio, ma senza rischio dove sarebbe il divertimento e la soddisfazione?
Perché anche le delusioni e gli errori ci faranno crescere.
Perché superare i nostri limiti porta a conoscere meglio noi stessi e gli altri.
Perché possiamo fare qualcosa di utile per gli altri.
Perché sicuramente riceveremo e stiamo ricevendo molto più di quanto abbiamo dato e stiamo dando.
Perché potremo condividere la nostra esperienza con i nostri familiari ed amici, anche se alcuni di loro potranno non capire o non condividere la nostra scelta un pochino folle.
Perché la vita è una e quindi dobbiamo…SFONDARLA!!!

Bye

domenica 7 agosto 2011

Naso rosso da Don Bosco

4/08/2011

Armati di matite e colori
siamo andati a rallegrare gli umori;
pagliacci coi volti decorati
cantando e ballando tutti colorati
tra palle, birilli e fucili artigianali
i bimbi sono stati eccezionali.
Niente urla, marachelle e maleducazione
tutto han fatto con ordine e precisione;
nulla han dato per scontato
perché sempre han ringraziato
con un Sawadee ci hanno salutato
e una cosa ci hanno insegnato:
basta poco per star bene
purché si faccia tutto assieme.

(notare il chiasmo alle righe 9-10)


naso rosso, non per il raffreddore

sabato 6 agosto 2011

Un libro per Kindu



Cari lettori del nostro blog,

non so esattamente quanti siate e con quale frequenza ci leggiate, ma Sergio dice che abbiamo un nutrito gruppo di affezionati. Con questo post vorrei inaugurare un appuntamento fisso, una sorta di rubrica. Ma cominciamo dall’inizio…
Di me probabilmente sapete poco, a meno che non siate tra la schiera dei fortunati o sfortunati (dipende dai punti di vista…) che mi conoscono! Sapete poco perché fino ad oggi ho scritto poco. E più importante, sapete poco del luogo in cui mi trovo a svolgere il mio anno di Servizio Civile: Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Allora forse è meglio cominciare da ancora prima…

A otto anni dalla fine della guerra, la Repubblica Democratica del Congo si trova ancora in una situazione di grave crisi politica, economica e sociale. La maggior parte della popolazione vive di espedienti nell’impossibilità di far affidamento sui servizi che uno Stato dovrebbe garantire ai suoi cittadini. A tutt’oggi resta in vigore l’articolo 15 della Costituzione (che in realtà ne conta solo 14) ironicamente aggiunto dai congolesi stessi: “Débrouillez-vous!”, “Arrangiatevi!”.
Le conseguenze del regime cleptocratico di Mobuto e della guerra di spoliazione, che ha visto coinvolti i confinanti paesi africani e le potenze occidentali per il tramite delle multinazionali, sono ancora evidenti. La popolazione congolese ha subito due volte gli effetti del saccheggio vorace della propria terra: a livello materiale perdendo ogni diritto sulle proprie ricchezze che avrebbero potuto renderlo ampiamente autosufficiente e che avrebbero potuto garantirgli uno standard di vita dignitoso. A livello psicologico e morale abbattendo la frontiera tra lecito e illecito, banalizzando in un reiterarsi quotidiano l’ingiustizia e la corruzione e spegnendo lentamente le coscienze con l’arma della repressione.
Nelle regioni orientali del Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri perdurano gli scontri tra esercito regolare e gruppi ribelli facenti capo agli interessi di potenze interne, esterne e sovranazionali, che determinano una permanente situazione di instabilità politica. La popolazione locale soffre le devastanti conseguenze e neppure la missione ONU per il mantenimento della pace nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) riesce a tener fede al suo mandato di protezione dei civili. La violenza carnale continua ad essere usata in maniera intimidatoria nei confronti della popolazione come un’arma di lotta sia dai ribelli che dall’esercito congolese. Si stima che il numero delle vittime di questo genere di abusi durante lo scorso anno sia notevolmente superiore agli 11mila ufficializzati dalle Nazioni Unite.
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, che sono previste per il novembre di quest’anno, le associazioni in difesa dei diritti umani temono il ricorso eccessivo alla violenza, ad arresti e detenzioni arbitrarie e a sparizioni forzate. Gli arresti arbitrari di giornalisti e dirigenti dell’opposizione, la repressione delle manifestazioni politiche pacifiche e le minacce di morte contro i difensori dei diritti umani che sono state segnalate a partire da gennaio 2011 sollevano numerosi dubbi sulla possibilità di un democratico svolgimento delle elezioni. Il tentativo di attentato alla residenza del Presidente Kabila a Kinshasa, avvenuto nel mese di febbraio 2011, ha sicuramente alimentato il clima di repressione e controllo sulla popolazione e sui gruppi di opposizione politica.
Per quel che riguarda la regione del Maniema, la situazione che si percepisce a Kindu è di relativa tranquillità. Le conseguenze degli otto anni di guerra e l’inefficienza dello Stato sono evidenti a livello materiale nella carenza e nell’abbandono delle infrastrutture. Il livello di povertà della popolazione è elevato ma, grazie alla rigogliosa natura che fornisce sufficiente quantità di manioca (alimento base della dieta) e alla relativa situazione di sicurezza, la miseria non esplode evidente come nelle zone più urbanizzate. Ciò nonostante le difficoltà economiche e l’alto tasso di disoccupazione ostacolano la possibilità di accesso alle strutture sanitarie e scolastiche.


Dopo questa brevissima panoramica su un paese che è otto volte l’Italia e per la comprensione del quale si dovrebbero produrre pagine su pagine, vi riporto a un livello “micro”, quello di Kindu. Prima della partenza e in occasione dei due rientri che ho effettuato in Italia sono stata assalita dal panico per due ragioni: la prima molto banalmente e molto umanamente è quella del cibo. Per cui con la mia socia abbiamo infilato in valigia tutto ciò che ci è mancato durante i mesi a Kindu, dedicando tempo ed energia a impacchettare, sigillare e poi spacchettare e immagazzinare grandi quantità di cibo irreperibile a Kindu. La seconda, in un qual modo collegata alla prima perché sempre di alimenti si tratta, anche se di alimenti per la fantasia, è quella dei libri. Mi ricordo in fase di selezione quando chiesi ingenuamente: “Ci sono biblioteche e librerie a Kindu, vero?”. Potete immaginare la risposta…. Ovviamente a Kindu non ci sono né librerie, né biblioteche e così oltre al cibo nelle mie valige hanno trovato spazio anche molti libri. Ho già affrontato la realtà e so che prima o poi rimarrò a corto di letture, ma so anche che potrò contare sulla solidarietà degli altri espatriati con i quali si è avviato un pratico sistema di scambio di letture.
E a questo punto posso riprendere il discorso interrotto all’inizio del post: l’appuntamento fisso…. Da Kindu mi impegno a inviare recensioni sui libri che ho letto, leggo e leggerò durante questo periodo di Servizio Civile. Per il momento ognuno dei libri che ho letto, a prescindere dal contenuto e dalla tipologia, si è rivelato utile alla comprensione del mondo che mi circonda, mi ha fornito spunti di riflessione e mi ha aiutato a comporre i pezzi di una realtà altra da me. Senza le mie letture tutto ciò che vedo, sento, tutti i rumori, gli odori, i colori e i volti che mi circondano avrebbero perso parte del loro senso. E naturalmente mi chiedo: “Se non ci fosse stata letteratura, narrazione, fantasia nella mia vita, nella mia crescita, nella mia educazione, come sarei adesso?”. Certo la tradizione della narrazione orale è forte e vivissima qua a Kindu, ma quel luogo di riflessione, quello spazio speciale e riservato che si crea quando ci si immerge nella lettura e che stimola potentemente l’individuale capacità di analisi soffre se privato del supporto cartaceo. E così, metà per gioco e metà sul serio, lancio una sfida ai lettori del blog…. Per ogni libro recensito in cui vi ritroverete, che avete letto o del quale magari vi hanno parlato o che vi verrà voglia di leggere, provate a immaginare di non poter andare nella prima libreria vicina ad acquistarne una copia. Provate a immaginare la mancanza totale di accesso a un testo scritto, che non sia una fotocopia accartocciata e arruffata passata di mano in mano. E provate a pensare ai costi di un libro di testo…..dunque se Sergio ha ragione ci dovremmo aggirare attorno ai 20.000 accessi. Ce la facciamo a raccogliere qualche libro per Kindu? ... Ok, comincio io...

Ah! … PASSATE PAROLA …

Olivia



Per sostenere il progetto di raccolta fondi per l’acquisto di materiale librario destinato a riempire gli scaffali della futura biblioteca di Kindu, visitate la pagina:

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Di seguito le altre modalità per effettuare la vostra donazione:

- conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
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- Tramite carte di credito donazione telefonica: chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30)

SANTA CLAUS IS COMING TO THAI

02/08/2554 (anno thai)

Quanta delusione abbiamo provato quando ci hanno detto che Santa Claus non esiste? Quanto abbiamo cercato di smentire i disillusi?

Ebbene avevamo ragione! Santa Claus esiste! Esiste davvero!

Ed è un bambino dagli occhi di un nero profondo ed una risata travolgente.

Piccoli aiutanti di Babbo Natale

E come il più famoso portatore di regali anche lui ci ha donato qualcosa di molto speciale.

Assieme a lui tutti i bambini con disabilità del Camillian Centre. Ognuno ha mostrato la sua forza, la voglia di vivere, di farcela oltre tutto. E ci si accorge di quanto tutto può essere vissuto anche come un dono, una risorsa per crescere, andare avanti con il sorriso che ti illumina gli occhi.

Essere felici per la faccia sporca di borotalco e le mani di tempera, felici di condividere un tappetino blu per la fisioterapia (e picchiare –scherzosamente- Matteo per far ridere Santa Claus). Felici perché ci si confronta con i propri limiti e si creano opportunità.

Santa Claus

Queste e tante, ma tante davvero, altre cose ci portiamo nel cuore.

PER ASPERA AD ASTRA