Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio..
giovedì 4 agosto 2011
La strada
PAESE CHE VAI...
12 ore, 4 stati, 2 continenti…sembra l’itinerario per un tour intorno al mondo e invece vi stiamo semplicemente raccontando le tappe del nostro viaggio verso l’avventura Giordana. Chi avrebbe mai pensato di fare un salto in Lettonia per raggiungere il magico Medio Oriente? Ebbene si...il nostro volo ha preso proprio una brutta Riga! Dopo aver sorvolato le immense pinete del Nord Europa ed aver fatto un giretto per Beirut ed Amman eccoci finalmente arrivati nella desertica Zarqa.
Sapevamo che l’acqua poteva essere un problema ma non potevamo ancora immaginare fino a che punto.
Zarqa ci ha riservato fin dall’inizio moltissime sorprese tra le quali non potremo dimenticare quella annunciata dall’urlo di Paola “Siamo nella m…a!”. Immaginatevi durante un tranquillo pranzetto domenicale a base di pasta e di veder avanzare verso di voi un’onda anomala dall’ insolito colore e odore…che cosa avreste fatto? Noi ce la siamo data a gambe levate, lasciando il pranzo a metà e i bicchieri ancora pieni di Pepsi.
Insomma l’acqua non c’è mai e quando c’è, esce dai buchi sbagliati.
Ma non siamo i soli a dover affrontare queste avventure…al nostro fianco, o meglio sotto i nostri piedi e sulle nostre gambe, ci sono i nostri nuovi amici Scarafaggi – Bagarozzi!
Ma non pensate che la Giordania sia solo questa: lo scoprirete nei prossimi post!
Bye!
Thailandia, un inizio a fiori
Takua Pa, 1° agosto 2011
Partire, stare e tornare... ma prima di tutto arrivare, e arrivare in punta di piedi, con gli occhi sgranati per la curiosità e il cuore pieno di aspettative. Arrivare, e per una volta non risparmiare nulla, nè un sorriso nè ogni altro gesto a chi ti accoglie e si prende cura di te.
Di fronte al sole del tramonto sull’oceano di Takua Pa, al nostro arrivo in Thailandia, spontanea e totale è la gratitudine per il lungo viaggio fatto, bello e intenso quanto la meta raggiunta, anzi di più perché condiviso con compagni di viaggio che sembrano il dono perfetto della Provvidenza nella tua vita. Arrivare e pian piano sentire come familiare ogni passo che fai, i luoghi e i volti che pian piano inizi a distinguere; arrivare per dire: “Ecco, io sono qui, pronto anche a sbagliare e ad imparare, pronto a guardarmi davvero e a ricominciare, pronto a cogliere negli altri quello che mi manca e a condividere quello che ho!".
E il tutto suggellarlo con fiori bianchi in un germoglio di cocco, simbolo dell’inizio di un’avventura che si presenta meravigliosa!
Gruppo Thai
mercoledì 3 agosto 2011
Piccoli
Quando sono partita per questo cantiere avevo un sacco di domande… come sarà? Il mio aiuto potrà servire ? Ma soprattutto, questa esperienza mi aiuterà ad approfondire una realtà di cui ho letto nei libri o sentito raccontare ma che non ho mai toccato con mani?
Adesso che mi trovo qui, dopo una settimana stando a contatto con dei bambini in un asilo nido, ho potuto verificare come sia difficile instaurare dei rapporti con loro perché sono abituati a vedere ogni giorno persone nuove, volontari che cambiano continuamente, e tendono a non fidarsi o a metterti alla prova per vedere quando tu adulto sia autoritario e imponi loro delle regole.
Nonostante questo, c’è la soddisfazione di vedere che questi piccolini, con un loro sorriso o una semplice carezza, ti riempiono il cuore di gioia, e ti rincorrono per non farti andare via una volta terminato il servizio.
Deborah
martedì 2 agosto 2011
EPISODIO EPSILON
Sveglia.
Cibo.
Viaggio in pulmino e arrivo a Belene.
Cibo.
Presentazione attivita` della Caritas locale.
Cibo.
Visita alle case per ritiro rifiuti organici.
(Nel mentre cibo)
Pranzo (chiaramente cibo)
Gita sul Danubio e bagno.
Cibo.
Scoppio del radiatore della barca ( no cibo, no party).
Messa.
Cena (ovviamente cibo)
| Cibo |
Diversità
Ognuno con la sua storia, le sue domande, speranze e aspettative, ci siamo trovati insieme qui, nell’altrove a due passi da casa: Palermo, tanto familiare, quanto sconosciuta. A scoprire che per trovare la diversità non serve andar lontano, basta guardarsi intorno. E mettersi al servizio.
Non sapevamo cosa ci aspettava, finché varcando il cancello de “Il Giardino di Madre Teresa” siamo stati assaliti dai suoi piccoli ospiti che ci hanno trascinati in un vortice in cui non c’è più stato tempo per pensare.
I bambini hanno il potere di assorbire le tue energie e il tuo cuore, sono uguali in tutto il mondo, e a Palermo, in un certo senso, sono “più uguali” che altrove. Qui i piccoli africani parlano palermitano o, vista da un’altra prospettiva, ci sono piccoli palermitani con la pelle color cioccolato!
Non è facile affrontare le ore torride e interminabili di liti e pianti in cui veniamo letteralmente frastornati dall’energia e dall’irruenza dei bambini che trascorrono le loro giornate nel “giardino”, ma qualche piccola conquista, due bambini che sotto i tuoi occhi fanno la pace, si prendono per mano o semplicemente giocano sereni qualche minuto danno la sensazione che stiamo facendo qualcosa per loro, anche se un piccolo gesto.
Milioni di parole possono essere spese… ma sarà per la prossima volta! Per ora i pensieri sono ancora confusi e caldi, la stanchezza offusca le poche idee con cui eravamo partiti e resta solo la certezza che la bellezza delle esperienze di dedizione che ci si stanno mostrando in questa città piena di contraddizioni non potrà essere dimenticata.
Margherita
lunedì 1 agosto 2011
EPISODIO D
( la vendetta dei “SEAT” )... da scriversi in realta` sith, ma da intendersi comunque “Si Esagera A Tavola”.
Prologo
Ci sono delle cose che verranno rivelate solo ai “poster” perche` ci sono molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perche` crediate” in quello che qui avviene.
Dopo un`ora e mezza passata a Zgalevo con i ragazzi del centro disabili, ci rechiamo in pulmino, facendoci anche fermare dalla polizia, presso delle cascate di cui non ricordiamo il nome. O meglio, potremmo anche ricordarlo, ma non lo facciamo perche` non siamo capaci di riscriverlo...
Per non saper ne` leggere ne` scrivere, il membro vecchio della compagnia, non capendo dove fosse il sentiero e quale fosse la meta (la cascata), prendeva l`iniziativa decidendo di far visita alla seconda vera attrazione del posto...il cassonetto della spazzatura. La seguente foto mostra una delle disordinate e scordinate fasi di esplmalchikaorazione condotte in quei della gradevolmente profumata meta.
Intanto i bulgari con noi condividenti la giornata, si aggirano con strani ed inspiegabili travestrimenti tipici locali.
Intervallo
Quali di queste frasi metteresti come didascalia alla foto seguente?
- sei veramente espressivo nella foto
- schiaccia quello in alto a sinistra
- Wei! Parte lo scherzo?!
- Tutte le precedenti in ordine casuale
Epilogo
Potremmo iniziare con “era una notte buia e tempestosa”...oppure potremmo cominciare cantando:
“Notte strana quasi lugubre
Senza luna, stelle, lucciole”
Potremmo impressionarvi con Jovanotti:
“Piove, senti come piove,
guarda come piove,
senti come viene giu`.
Hai visto che piove, senti come viene giu`,
tu che dicevi che non pioveva piu`...”
Ed invece, a cataclisma ben piu` che inoltrato, seduti nel Centro Caritas ed immersi in un cupo buio dovuto alla mancanza del`energia elettrica, una stridula voce dice con ritrovata intelligenza: “Ma noi abbiamo lasciato qualche finestra aperta?”
“Si` certo! Nella nostra camera!”
Silenzio
Silenzio
Silenzio
Tirate le sorti solo su Giuseppe, lo stesso veniva prescelto per compiere l`epica impresa di guadare il fiume che ormai scorreva al posto della strada che separava un tempo il Centro Caritas dai nostri alloggi. Giuseppe, urlando “Panta rei!”, si gettava con pochi dubbi in mezzo alla limpida fanghiglia.
Terminata l`impresa di chiudere tutte le finestre della nostra casa e rientrato alla base Caritas, la serata si svolgeva con Letizia.
A serata conclusa, rientriamo nei nostri appartamenti correndo illuminati dalla sola luce dei lampi dato che l`energia elettrica risultava non essere ancora rientrata dalla breve vacanza che si era ormai da qualche ora concessa. Noi, terminata la corsa ad ostacoli, e di sacchi dell`immondizia vestiti, ci accorgiamo dell`inutilita` dello sforzo or ora descritto visto che la pioggia, trovando le finestre chiuse, aveva deciso di venirci a trovare passando direttamente dal tetto.
Conclusione
(.)
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